Pro Loco di Casal Cermelli

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Prima pagina Casal Cermelli Le Tradizioni
Le tradizioni di Casal Cermelli

Le tradizioni

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I “canti di questua” della Settimana Santa e del Calendimaggio (primo maggio) si ricollegano a tradizioni antichissime, a rituali di fertilità di valore augurale e propiziatorio che si tenevano all’inizio della primavera. Con questi canti si celebrava il risveglio della natura, si esprimeva la riacquistata gioia di vivere primaverile.

Fino a pochi anni fa in molti paesi dell’Alessandrino esistevano queste usanze, andate man mano scomparendo e rimaste nella memoria solo dei più anziani. A Casal Cermelli, grazie a gruppi spontanei di appassionati (adulti e bambini), queste tradizioni non si sono mai interrotte del tutto, anche se sono state portate avanti in modo discontinuo e per puro divertimento, senza la consapevolezza del loro significato originario. Oggi resta, comunque, uno dei pochi paesi della nostra zona in cui sopravvivono il “canté j ov” e il “cantè magg”.


Si tratta di usanze semplici, legate ai ritmi della vita contadina di un tempo, ma degne di essere ricordate soprattutto oggi in cui riaffiora prepotente il bisogno di riscoprire il nostro passato, le nostre radici, la vita dei nostri avi in cui il tempo era spesso scandito, oltre che dai duri lavori dei campi e dalle forzate pause stagionali, dai riti religiosi e dalle feste popolari. Queste tradizioni vengono ora riproposte per cercare di assaporare insieme le emozioni festose di un tempo.

La questua delle uova pasquale a Casalcermelli si tiene alla vigilia di Pasqua (in altri luoghi per tutta la Settimana Santa). Alla sera ( e fino a notte fonda) gruppi di cantori (accompagnati da suonatori, secondo gli strumenti musicali disponibili) girano per le cascine e le case sparse del paese, intonando le tradizionali strofe per porgere gli auguri pasquali e chiedere in cambio uova o (meglio ancora) vino, salami, denaro, ecc….

Il Falò

Il primo di maggio (Calendimaggio) gruppi di bambini, già di prima mattina (talora all’alba), girano di casa in casa portando quale vessillo ben augurale e propiziatorio un ramo fiorito (lillà, viburno palla di neve, ecc.) agghindato con nastrini colorati e altri ninnoli (simbolo della primavera), chiedendo uova, caramelle, dolcini, denaro, cantando una antica filastrocca.

 
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