Il "Cantè j'euv" (Cantare le uova) è un'antica tradizione contadina del Piemonte meridionale, tipica del periodo quaresimale, in cui gruppi di giovani andavano di cascina in cascina cantando per ricevere uova, cibo e vino, e perché no anche denaro, come doni propiziatori. Questa questua primaverile, simboleggia fertilità e rinascita, unisce musica e socialità, spensieratezza ed allegria.
Ecco i dettagli principali della tradizione:
• Periodo e Scopo: Si svolgeva nelle sere di primavera prima di Pasqua. Le uova, simbolo di vita e fecondità, erano considerate un dono per celebrare il nuovo ciclo vitale della natura e un rito propiziatorio per raccolti abbondanti.
• Il Rituale: I cantori, accompagnati da strumenti musicali, fermavano nelle aie per cantare strofe augurali. Spesso erano guidati da un "fratucìn" (falso frate) che raccoglieva le uova in una cesta.
• Lo Scambio: Dopo il canto, il padrone di casa consegnava una dozzina di uova, a volte offrendo anche salame e vino.
• Maledizioni Scherzose: Se la casa non offriva doni, i giovani cantori lanciavano maledizioni ironiche e bonarie contro la cascina e i suoi abitanti.
• Corteggiamento: Era anche un'occasione per i giovani di socializzare, fare bisboccia e corteggiare le ragazze, talvolta portando a futuri matrimoni.
Oggi questa usanza sopravvive in molte comunità, in particolare nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato, evolvendosi talvolta in momenti di festa comunitaria o solidarietà.
A Casal Cermelli, grazie alla Pro Loco, al Gruppo Calagiubella, e degli amici cantori e musicanti, questa tradizione sopravvive e viene rappresentata tra il venerdì ed il sabato Santo, di solito con un raduno alla “Cascina dei Frati”, in via dei Boschi, per proseguire vistando le varie cascine della zona ed infine il ritrovo nella piazza del Comune, per il falò, il brindisi ed i dolci tradizionali preparati dalla Pro Loco di Casal Cermelli.


