" ... PORTANOVA: piccolo luogo del territorio di Alessandria, munito di castello, infeudatato ai Dal Pozzo di Retorto, gli abitanti sono per lo più di complessione robusta e molto inclinati al lavoro. Le donne gareggiano con gli uomini per sostenere le fatiche agresti ... " (da il "Dizionario ... " del Prof. Goffredo Casalis - Torino 1847 -).

La sua origine, si presume, risalga alX Secolo, allora le zone che oggi sono occupate da Portanova, Casal Cermelli e Retorto erano completamente ricoperte da boschi, da cui probabilmente deriva ilprimo nome di Portanova: - SILVA URBAE-.
A quell'epoca risale un'invasione dei barbari, la tradizione accenna alla presenza degli invasori nella zona che "si deliziavano in partite di caccia, risalendo le frasche ombrose cercandovi svago e refrigerio durante l'estate". Sono stati inoltre ritrovati cimeli funerari e resti di lavorazioni artigianali attualmente conservati nel Museo Civico di Alessandria.
L'esistenza di Portanova è certa negli anni intorno al1168 periodo di fondazione della citta di Alessandria.
Scrive il Chenna (da "Storia delle Chiese e della Diocesi di Alessandria"): " ... Federico Duca di Svevia, eletto in Francoforte dopo la morte di Corrado III al di 15 marzo 1168 e soprannominato Barbarossa per il colore fulvo della sua barba, dopo aver infestato l'Italia in particolare Lombardia e Piemonte e sostenuto contro il legittimo Pontefice, Papa Alessandro III gli antipapi Vittore IV e Pasquale IV a causa del declino degli affari suoi parti e tornò in Germania.


I Lombardi deliberarono di fondare una nuova citta per fronteggiare eventuali future invasioni barbariche, il nucleo del nuovo centro urbano fu il Castello di Rovereto (localizzato nella zona della Chiesa di Santa Maria di Castello in Alessandria)".
Alla costruzione contribuirono: Gamondio, Marengo, Rovereto, Borgoglio, Quargnento, Solero, Foro, Ovi-
glio, Bosco e, come afferma il Lumelli e, dopo anche il Ghilini nel "Trattato delle terre che concorsero alla fabbrica di Alessandria" anche Portanova: - De quibus ipsa civitas est constructa et ordinata et ampliata - in esso statuto - si annovera Portanovae .
Portanova fu compresa tra i luoghi partecipi allo: "Statutum de onerum et honorum èomunione habitantium in civitate et in portis seu locis decemex quibus Alexandria fuit constructa" (Statuto riguardante gli oneri e gli onori pertinenti all'unione degli abitanti delle dieci porte o luo- ghi dai quali fu edificata Alessandria).
COSI scrisse il Gasparolo nel "Liber Crucis". L'etimologia del nome - Portanova - deriva dal fatto che i
territori esterni alle mura di Alessandria vennero chiamati "Loci" oppure "Portae" da cui Porta - Nova cioé una delle terre nuove nel senso che fu una delle ultime, in ordine di successione, a contribuire all' origine di Alessandria.
Sino allora, dopo l'originario Silva Urbae, il Paese si chiamava RONDINELLA.
Il Ghilini la ricorda nelle sue opere storiografiche "T erra insigne".
Il Chenna vuole ricordare tra i centri di maggior importanza che costruirono Alessandria proprio Portanova e così scrive: "Porta - nuova, ossia nuova terra, nuovo luo-
go che entra con gli altri e vi si aggiunge al fine di aumenta-
re l'importanza della città nascente (Alessandria).
La Famiglia Dal Pozzo, proprietaria di Retorto estese la sua influenza verso il Nord (Direzione Alessandria) acquisendo i territori della originaria Silva Urbae.
L'ampliamento della proprietà dei Dal Pozzo comporto uno spostamento della servitù che si stabili in prossimità del Torrente Orba, accrescendo il nucleo demografico del paese.

La Famiglia Dal Pozzo apprezzando la zona salubre fece edificare una residenza estiva e per la caccia sulla riva del Torrente Orba (che allora scorreva più vicino all'attuale paese).
L'importante maniero di forma poligonale aveva quattro torri ai suoi angoli e, secondo altre fonti la sua costruzione era precedente ai Dal Pozzo, risalendo addirittura ai Barbari che invasero la zona anni" prima attribuendo ai Dal Pozzo un ulteriore ampliamento ed un restauro.Purtroppo il lento spostamento del letto del torrente a quella che é la sua sede attuale e le frequenti piene stagionali hanno progressivamente lesionato la struttura del castello sino al determinarne il crollo.
Una parte è rimasta: la TORRETTA o TORRE di Portanova.
Scrive Santagostino a proposito: "I Dal Pozzo eressero a Portanova un imponente castello, rovinato dalle piene
dell'Orba, rimane, gloriosa ed ammirata reliquia la Torre prospiciente l'arcadico torrente, rudero testimone di tante vicende della storia nostra e dei signori suoi la cui prosapia conta superstiti, dalla diletta terra natia, ormai lontani.
Ancor oggi, la torre insieme al vecchio silenzioso cantiere "osserva", testimone, il lento scorrere del tempo che va.

Dalla primitiva boscaglia Portanova divenne con il passare degli anni una distesa di campi fertili e coltivati, il Lumelli asserisce che Portanova era ormai "in agri speciem reducta" cioé portata all'aspetto di un campo coltivato.
I portanovesi non si limitarono alla esclusiva attività lavorativa, ma organizzarono socialmente e spiritualmente il luogo dove vivevano.
Venne edificata la prima Chiesa, registrata verso il 1350 nei Cataloghi del Quartieri Gamondio con il titolo: "ECCLESIA SANCTII ANTONII DE PORTA NOVA".
La popolazione dette prova di grande generosità (tale disponibilità umana-e finanziaria si sarebbe ripetuta nella costruzione dell'attuale Chiesa) con offerte di denaro e manodopera e fu aiutata dalla Famiglia Dal Pozzo. Dopo aver ricevuto formale riconoscimento di luogo sacro, fu visitata dall' Autorità Ecclesiastica della Diocesi di Acqui Terme, di cui Portanova fece parte sino al 1700, nell'anno 1576, ma, mancando di fonte battesimale non venne considerata Parrochia bensi semplicemente Santuario.
Pare che venisse riconosciuta come Chiesa Parrocchiale l'attuale Cappella della Tenuta S.BARBARA.
Successivamente la Chiesa di Sant'Antonio di Portanova con l'adeguamento alle normecanoniche (ossia la costruzione del fonte battesimale) divenne Parrocchia a tutti gli effetti.
Fu edificata la casa canonica, residenza del Parroco, la cui nomina spettava di diritto alla Famiglia Dal Pozzo.
Il nobile casato assieme ai Pertusati di Alessandria dono alla Chiesa tre ettari di terreno per rendere finanziariamente indipendente il Parroco.
I Dal Pozzo regalarono inoltre una preziosa tela raffigurante San Giovannino e la Sacra Famiglia conservata ancora nell'attuale Chiesa, sulla cui cornice sono scritte queste parole:
"Hortensii Putei Patricii Alex. Piet. ae Relig. Testimonium" (Testimonianza di pietà e di religione di Ortensio Dal Pozzo nobile alessandrino, anno 1595).
Del primitivo edificio é rimasto un importante cimelio: la Porta della Sacrestia intarsiata in legno. (Essa é custodita da una famiglia privata).

Il centro abitato sorto nei pressi della Chiesa si era a poco a poco ingrandito e nel 1758 contava ben 525 Abitanti. Vi fu un'importante donazione pecuniaria in quegli anni, la quale accrebbe le entrate della Chiesa: 150 lire. (Bocca Domenica)
Oltre alle case, intorno al Sacro edificio, fulcro del paese esisteva un luogo consacrato per la sepoltura dei defunti e, non era trascurata nemmeno l'educazione, sorse infatti anche la prima Scuola Elementare.
Dal punto di vista amministrativo, Portanova. appartenne al territorio del Comune di Alessandria, ma fu poi incorporata al Comune di Casal Cermelli come lo é tuttora. (1929)
Commentò Santagostino: "-Come Portanova aumentò un tempo la città storica della Lega (Alessandria), così oggi incrementa l'efficacia demografica, economica, territoriale di Casal Cermelli, lieto di averla accolta con sé e di condividerne le sorti ".
La vecchia Chiesa era piccola per le esigenze della popolazione e, dopo una pubblica riunione a cui parteciparono anche Autorità del Comune di Alessandria, il Parroco, si decise di costruire una nuova Chiesa.
Nonostante le numerose richieste di aiuti finanziari per l'opera né il Comune, né il Regio Economato di Torino presero in seria considerazione il rischioso progetto. Raccolte faticosamente lire 300 si acquistò una parte del terreno su cui edificarono la Chiesa, mentre l'altra parte fu donata.
Anche i paesi vicini contribuirono alla realizzazione del Sacro edificio con pubbliche collette.