Ritorno al paradiso perduto
Da: CENACOLO "GAMBA D PERNISS"
Casal Cermelli, è l'ultimo paese della Val d'Orba, posto sulla riva sinistra.  La sua struttura urbanistica assai semplice, sviluppatasi lungo la strada per Castellazzo Bormida,che nel medioevo era la strada di collegamento tra Genova ed Alessandria, tipica di nuclei agrari di pianura, ha un nucleo centrale a piazza ben individuato con la sede municipale,

eretta nel secolo scorso sui ruderi di un castello. Le scuole elementari, assai ampie sono nei pressi del grazioso giardino aderente alla strada provinciale Alessandria-Ovada.La storia di casal Cermelli, è legata all'orba ed alle sue alluvioni.


Una strada chiamata Mezzanella, toponimo assai diffuso lungo ifiumi di pianura locali, per indicare terreni o strade rimaste isolati o dimezzati dal fiume, segno che qui ancora in epoca storica, si trovava un alveo abbandonato. Le migrazioni del torrente sono state contenute in questo secolo con opere assai discutibili, soprattutto negli ultimi tre decenni.

In zona esisteva una Corte Regia de Urbe, attestata in un diploma imperiale del 852, la quale, da un documento del 891, sappiamo avere una villa, cioè un abitato ai fini agricoli, oltre ad una chiesa dedicata a San Virgilio. Ma in zona compare pure un Villa Franca, cioè un luogo affrancato da servitù a fini insediativi, poi una torre d'Orba, un Casal Vecchio. Tutti questi luoghi sono la stessa cosa o sono luoghi diversi anche se contigui, dovuti alle migrazioni dell'Orba? Gli storici locali sono discordi. I Cermelli probabilmente avevano terre e luoghi, fondarono dei casali che divennero i casali dei Cermelli in cui poterono eventualmente confluire le popolazioni dei luoghi vicini.

Di certo pare non veritiera la versione di una fondazione ufficiale ad opera di Florio Cermelli nel 1280. La corte d'Orba venne distrutta da un'alluvione e si ritiene, a torto od a ragione, che se ne conservino le tracce negli edifici della tenuta Torre in riva destra del torrente. Di rilievo in questa tenuta, correlata alla presenza dei Cavalieri Gerosolimitani tra il XIII ed il XVI secolo,poi acquistata dal convento di Santa Croce di Bosco Marengo. Lla torre ascrivibile al XV secolo, al suo interno sono stati reperiti affreschi di inizio '400, con scene di carattere pagano tratte dalla letteratura romanzesca d'oltralpe e dai caratteri stilistico-culturali lombardi. Analogamente alla storia del nucleo abitato, pure la chiesa parrocchiale ha vicende controverse. In certi periodi la chiesa non esiste e si officia altrove. Comunque una chiesa parrocchiale fu eretta nel 1613 o 1614. Questa corrisponde all'attuale oratorio della Confraternita di San Giovanni che sorge accanto alla nuova chiesa parrocchiale di San Carlo, iniziata nel 1773 e consacrata nel 1819. All'interno dell'oratorio la pala absidale che rappresenta la natività (presumibilmente di Battista), opera dell'inizio del '600, riferibile alla cultura del Moncalvo