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Casà pais d'urtlöu, Casà pais diŗ tumatichi e di cói,
-Casal Cermelli paese di ortolani, Casal Cermelli paese dei pomodori-
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Nel dopoguerra la comunità casalcermellese dovette rapportarsi con una prima immigrazione di lavoratori agricoli provenienti dal Veneto mentre, dalla fine degli anni 50 primi anni ‘60, con una seconda di origine meridionale (soprattutto calabrese).
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Agli inizi del 1800, quasi tutti i piccoli fabbricati rurali furono rialzati di un piano per far posto ai solai, con funzione di granai, così da poter stoccare le granaglie raccolte nelle prime piccole proprietà terriere. Precedentemente i raccolti delle campagne, di esclusiva proprietà delle famiglie nobili, venivano direttamente consegnati a loro.
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Negli anni 1930 su progetto dell’ingegner capo della provincia Morato fu costruito un tronco stradale con funzione di circonvallazione. La spesa, per la maggior parte a carico della Provincia stessa, gravò sul bilancio comunale per “sole” l5mila lire. Il suo tracciato, compreso tra l’incrocio di via Cavallari e via Alessandria e quello tra via Ovada e via Cavour.
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Nel 1901 venne inviato a Casal Cermelli il parroco don Giovanni Ferraris di Quargnento, meglio conosciuto come “don Paiòu”. La nomina provocò il malumore della nostra comunità. I Casalcermellesi infatti avrebbero preferito don Cesare, che oltre ad avere parentele in paese, sostituì temporaneamente il defunto Don Paolo Argenteri.