Quando a Casal Cermelli, si faceva teatro...

 

La trama di Gelindo racconta la storia di un semplice e burbero pastore piemontese, che, spinto dal censimento, intraprende un viaggio fino a Betlemme dove incontra Maria e Giuseppe e diventa il primo a visitare e omaggiare il Bambin Gesù, rappresentando la meraviglia ingenua e sincera degli umili di fronte alla Natività, in un'ambientazione che mescola realtà contadina e sacra tradizione popolare natalizia. 

Il Personaggio: Gelindo è un uomo di campagna, testardo ma dal cuore puro, accompagnato spesso dal suo agnellino, che porta al collo.
Il Viaggio: Obbedendo all'editto di un imperatore (spesso Erode), lascia la sua casa in Monferrato e, magicamente, si ritrova a Betlemme.
L'Incontro: Incontra Giuseppe e Maria, aiutandoli a trovare rifugio e diventando il primo ad accogliere Gesù.
L'Ingenuo Meraviglia: Parla in dialetto piemontese e si rapporta con i personaggi sacri senza soggezione, mostrando tenerezza e stupore, trattando il Bambino come farebbe con un proprio figlio.
Il Messaggio: La storia, parte del teatro sacro piemontese (la Divòta Comedia), simboleggia l'uguaglianza e la fratellanza, mostrando come la fede e la meraviglia degli umili siano le più autentiche.

In sintesi: È una rappresentazione della Natività dal punto di vista del popolo, umile e genuina, dove la magia popolare si fonde con la storia sacra, come testimonia la sua rinascita annuale in molti presepi viventi.

 Il Gelindo, il teatro sacro popolare allestito un tempo nei teatri locali, negli oratori e nelle stalle contadine, ha toccato come molti sanno anche Casal Cermelli. Organizzato dalla Pro Loco di allora è stato rappresentato l’ultima volta nel pomeriggio del 9 gennaio 1983, vengono prima altre quattro rappresentazioni il 25, 26 e 29 dicembre 1982 e la domenica del 2, gennaio. L’oratorio di San Giovanni fu il teatro della rappresentazione e proprio per la sua limitata capienza fu necessario istituire una prevendita presso la tabaccheria di ROVERE Aristide, costo del biglietto d’ingresso 4.000 lire.

Ad allestire il palcoscenico gli impianti luci ed altro furono Giovanni e Nino BARBERI, Emilio BARCO, Valerio BOCCONE, Armido BRUNELLO, Nino CANAVESIO, Giovanni DARDANO, Giovanni SCOTTI.

I costumi ed il sipario furono cuciti da Edda BARBERI e Teresa SCOTTI.

Everardo SCOTTI dipinse le scenografie mentre il trucco degli attori fu compito di Norberto CERMELLI.

Personaggi e Interpreti

Gelindo Giuseppe REPETTO
Maffè Bruno BARCO
Tirsi Pinuccio BOCCONE
Medoro Pietro LAGUZZI
Narciso Massimiliano VACCOTTI
Maria Patrizia NIZZO PICCIONE
Giuseppe Roberto FINOTTI
1° Angelo Camilla CERMELLI
2° Angelo Stefania SCOTTI
Melchiorre Giovanni BARBERI
Gaspare Domenico BOCCASSI
Baldassarre Piero ZERBINO
Capo guardie Renato BOSCARIOL
1^ guardia Francesco Dardano
2^ guardia Lorenzo PICCIONE

Tutti diretti da Gianpiero e Mauro NIZZO, suggeritore Giuseppe BARCO.

La rappresentazione, grazie agli improvvisati ma bravissimi attori, ebbe un successo strepitoso ma non fu mai più riproposta, forse per la prematura scomparsa di Cermelli Norberto e Roberto Finotti.

Recentemente la Pro Loco ha recuperato una vecchia registrazione di uno degli spettacoli e lo ha riproposto, proiettandolo nella palestra delle ex scuole elementari.

Qui sotto alcune immagini della rappresentazione: