In piemontese, la lèa indica un viale alberato, solitamente alberi disposti lungo una strada per rendere il passeggio più fresco e ombroso. Deriva dal francese allée = corridoio, passerella.
E per i casalcermellesi i giardini della piazza San Carlo, sono sempre stati ed ancora oggi sono; "La Lea".

Tuttavia, quest'area ora adibita a luogo di ritrovo, un tempo fu un Cimitero.

…Quando nel 1806 Napoleone con l’editto di San Cloud vietò la sepoltura all’interno delle chiese,obbligando il decentramento dei cosiddetti “Campi Santi”, nel nostro paese già esisteva un cimitero considerato “a norma”. Infatti il primo cimitero comune fu costruito nel 1773sull’area dove si ergeva la prima chiesa dedicata a Santa Maria a Plea (odierna Piazza San Carlo ancora oggi denominata “Simiteri Vég”) [Cimitero vecchio]. Mentre nel 1882, si edificò l’attuale cimitero a ridosso di via Alessandria. Anticamente le salme venivano tumulate all’interno della parrocchia, sul sagrato della stessa (specialmente per i defunti di rango) e nella fossa comune. Su una parte di questa fu poi edificatal’attuale parrocchia intitolata lla Beata Vergine Assunta (1773)…

* Tratto da: U Spapiari dir Casà - pag. 42

…Nel 1936 su iniziativa dell’Amministrazione Comunale, fu eretto in Piazza San Carlo il monumento dedicato alla memoria dei caduti in battaglia. Tale luogo, anticamente adibito a Campo Santo, fu trasformato anni prima in Sacrario dei Caduti intitolando la piazza al compatrono S.Carlo, da sempre considerato taumaturgo contro le piene dell’Orba. Sulla sommità del monumento, progettato dal famoso architetto Gardella di Alessandria, fu posta un’imponente statua bronzea, rappresentante un alpino con l’arma portata stranamente a sinistra: all’inaugurazione parteciparono importanti autorità politiche e militari tra cui i generali Barco e Franzini e il Vav. Prof. Arturo Mensi, bibliotecario di Alessandria che, da valoroso combattente, tenne il discorso di apertura. Negli anni ’40 questa statua venne fusa assieme alla recinzione delle vicine scuole elementi necessari per le pressanti richieste di metalli pregiati da parte del governo belligerante. Nel secondo dopoguerra fu collocata una nuova scultura raffigurante la Patria con due militi morenti ai suoi piedi…

* Tratto da: U Spapiari dir Casà - pag. 59-60-61

Nella statua originale in bronzo raffigurante un alpino e posta sul monumento ai Caduti, il fucile era poggiato a terra accanto al piede sinistro, come citato nel libro “U Spapiari diŗ Casà” la cosa può sembrare strana. Detta posizione nel contesto dell'istruzione formale dell'Esercito Italiano e tradizionalmente negli Alpini, è la posizione di riposo fondamentale con l'arma.
• Posizione del corpo: Il soldato è in piedi, di solito in una posizione di riposo, che permette una maggiore rilassatezza rispetto all'attenti, ma mantiene comunque un certo ordine.
• • Posizione dell'arma (fucile): Il fucile è appoggiato a terra, con il calcio (la parte posteriore) accanto al piede destro del soldato.
• • Impugnatura: La mano destra generalmente cinge la canna o il fusto dell'arma, mantenendola in posizione verticale.
• • Contesto: Viene comandata durante le soste, le adunate o le cerimonie, distinguendosi dalla posizione di "attenti" dove l'arma può essere tenuta diversamente (es. "presentat'armi") Tuttavia Nelle statue monumentali, specialmente quelle dedicate ai caduti o agli alpini, un fucile posato a terra (spesso a sinistra) simboleggia la fine del combattimento, il riposo eterno del soldato, la rinuncia alla violenza o il sacrificio della vita. Indica che l'arma non è più necessaria, rappresentando la pace raggiunta o la "giovinezza spezzata" del soldato. In particolare, il fucile e l'elmetto posati a terra sono interpretati come simboli di un'opera di pace, che spostano il focus dal militarismo al ricordo del dramma vissuto da quella generazione. Significati principali del fucile a terra:
• >• Fine del combattimento: Rappresenta il momento in cui la battaglia cessa.
• >• Riposo eterno: Simboleggia il soldato che, dopo la morte, depone le armi.
• >• Pace raggiunta: L'arma abbandonata diventa il simbolo della rinuncia alla guerra.
• >• Sacrificio: Sottolinea il tributo di vite umane, spesso giovanissime, pagato durante i conflitti.

* Varie fonti tratte dalla rete

Pertanto il progetto della statua originale in bronzo, fusa per la patria negli anni ’40 è da ritenere esatto.

La Lea si estende su un’area che approssimativamente occupa uno spazio di poco inferiore ai 1.500 m2. Dopo la costruzione del monumento ai Caduti a delimitare il perimetro a forma di trapezio, della novella piazza San Carlo, furono messe a dimora delle piante di Robinia pseudoacacia 'Umbraculifera' (o Inermis), in doppia fila sui lati obliqui e in singola fila sulla base, nella parte centrale furono impiantati alcuni Tigli, e Cedri del Libano, in seguito nell'angolo di Sud-Est venne inserito un Ippocastano e Agrifogli ai lati del monumento ai Caduti.

…Dopo l’”anvarsöu” [8 settembre 1943]e con l’arrivo di un presidio tedesco che si stabilì nelle scuole. Trincee di difesa antiaeree furono scavate nei giardini di P.za San Carlo, poiché Casal Cermelli veniva regolarmente mitragliato durante le incursioni aeree del velivolo alleato denominato “Pipétu” [Pippo]…

* Tratto da: U Spapiari dir Casà - pag. 67

Il pavimento della piazza costituito da terra battuta e ghiaietto nei pomeriggi estivi degli anni passati si trasformava in un campo da calcio dove si sfidavano improvvisate squadre formate dai ragazzi del paese, mentre i più piccini utilizzavano gli alberi, per il gioco dei 4 cantoni ed altri giochi.
Gli anziani si ristoravano dalla calura, seduti sulle massicce e caratteristiche panche di cemento, poste all'ombra delle piante.
Nel dicembre del 1985 l’area fu ristrutturata dando vita alla “Lea Nova”, i nuovi giardini di Piazza San Carlo.

 La mappa indica la posizione della "Lea", all'intersezione tra le SP185 Alessandria Ovada e la SP181 Bosco Marengo-Cantalupo

Nelle foto sottostanti si possono vedere le piante appena prima di essere abbattute.