Nel dicembre del 1985 su disposizione dell'Amministrazione Comunale allora guidata dal sindaco Rodolfo VACCOTTI, la Lea fu oggetto di un profondo restauro, le vecchie Acacie ornamentali piantate nei primi anni del 1900 furono abbattute dai bulldozer della ditta Bolzi di Frugarolo, e al loro posto furono impiantati degli aceri dulcinei (Acer saccharum). Pianta di grande vigore che in pochi anni fu in grado di ripristinare l’ombra su piazza San Carlo. Dopo la piantumazione, il fondo della piazza fu sostituito con una pavimentazione autobloccante.

La cabina telefonica che prima dominava in bella vista sul lato di via Ovada alle spalle del monumento ai caduti, fu traslata nell’angolo tra la recinzione delle scuole elementari e via Ovada.
La posa di cordoli di cemento delimitarono gli alloggiamenti degli aceri e formarono 6 aiuole, due posizionate davanti al monumento e altre quattro dietro ad esso, disposte in modo da contenere gli alberi di alto fusto piantumati già dal 1936, formando così un corridoio a croce.
Le panchine di ferro che ormai da anni avevano sostituito quelle massicce di cemento, mal ridotte dalle intemperie, furono restaurate dagli allora dipendenti del Comune Sergio MINELLE, Teresio ZANCANARO e Lorenzo GRATTAROLA.
Asportate tutte le incrostazioni e la ruggine furono trattate con un prodotto antiruggine trasparente particolarmente efficace e verniciate con un colore per esterni color Bordeaux. Poi fissate a terra con un ingegnoso sistema, sono ancora al loro posto dal 1986.

 

Sotto si possono vedere le immagini scattate nella primavera del 1986 dopo